Non c’è pace per la Circumvesuviana e per i pendolari che vivono ogni giorno l’odissea di viaggiar sulla linea ferroviaria peggiore d’Italia. Questa volta sono andati in fiamme i fili della linea area che porta la corrente ai treni della Circumvesuviana. Il tutto ieri alle 6.30 sulla linea Sorrento – Napoli, aprendo l’ennesimo venerdì nero del trasporto pubblico regionale. Sette i treni soppressi di prima mattina e non solo sulla linea Napoli – Sorrento. Quattro sono stati cancellati per avarie e altri problemi anche sulla tratta che collega i comuni vesuviani a Napoli.

Eppure la circumvesuviana è una delle prime reti ferroviarie italiane, oggi di proprietà della Regione Campania e affidata all’EAV avrebbe tutte le caratteristiche per essere una delle realtà più ricche del trasporto nazionale. La rete insiste, infatti, in un bacino di utenza di circa 400 mila utenti, che e si spostano in spazi relativamente ristretti, il che significa dover spostare tante persone per pochi chilometri con la possibilità di aumentare i ricavi. In più nella sua rete ha stazioni che hanno un valore turistico enorme da quella di Sorrento a quella degli scavi di Pompei.

Ma nonostante i 142 km di rete ferroviaria, divisi in 6 linee per 96 stazioni, circa una ogni chilometro e mezzo, i viaggi realizzati diminuiscono ogni anno, i ritardi aumentano e il servizio è stato tagliato del 10 per cento nell’ultimo decennio. A pesare è lo stato del materiale rotabile. I treni dell’EAV sono infatti insufficienti nel numero e quelli che ci sono hanno un’età media di 25 anni, superiore alla già alta media regionale di 21,5 e lontanissima dalla media nazionale che è di appena 15 anni.

DiRedazione

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