Si è salvato solo grazie al borsello, che ha deviato alcuni colpi, Mario D’Isidoro, ritenuto legato al clan Ranucci, ferito in un agguato lo scorso 8 marzo a Sant’Antimo, in provincia di Napoli, in cui invece è rimasto ucciso Antonio Bortone. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di quattro persone. Ai fermati gli inquirenti contestano i reati di omicidio e tentato omicidio, aggravati dalle modalità mafiose. Durante il raid sono stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco (ben 17 i bossoli trovati sul luogo dell’agguato) che hanno ucciso Bortone, lasciato riverso a terra nel cortile del complesso residenziale di via Solimene, e ferito D’Isidoro, riuscito a salvarsi grazie al borsello, indossato a tracolla, che ha deviato la traiettoria di alcuni proiettili. D’Isidoro ha trascorso un breve ricovero all’ospedale di Aversa (Caserta), e poi è stato dimesso.
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