Ci sono 800 rose antiche, 1.200 viole, 1.000 piante di ruscus, oltre a ciliegi, viti e meli cotogni messi a dimora nel Giardino di Ercole, nell’antica Pompei, anche detta “casa del profumiere”, per la probabile produzione e commercializzazione di fragranze che qui avveniva. Questa mattina l’inaugurazione con il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, il presidente dell’associazione Rosantiqua, Michele Fiorenza, i consulenti e i funzionari che hanno lavorato al progetto di studio e ricerca per la valorizzazione con la ricostruzione filologica dell’area verde. Un esempio di proficua collaborazione tra pubblico-privato. Lo spazio resterà aperto alle visite tutti i martedì come “domus del giorno”.
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Giancarlo Spinazzola30/08/2025