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La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati Maria Rosaria Boccia, nota imprenditrice, con l’accusa di falso, truffa e falsa attribuzione di valori altrui. Al centro delle indagini, la sua laurea in Economia conseguita presso l’università telematica Pegaso.
Gli accertamenti sono partiti da un esposto presentato proprio dalla Pegaso, dopo una verifica interna scattata in seguito a un servizio televisivo andato in onda lo scorso 9 settembre su Rete 4. Il sospetto: la tesi presentata dalla Boccia sarebbe in realtà un plagio di un elaborato discusso nel 2019 da una studentessa della Luiss di Roma, dal titolo “Il Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”.
Secondo quanto emerso, al momento dell’iscrizione alla Pegaso, nel 2020, la Boccia avrebbe presentato un’autocertificazione non firmata per ottenere il riconoscimento di alcuni esami sostenuti, si presume, presso l’università Parthenope. Ma la documentazione sarebbe stata accettata senza alcuna verifica da parte dell’ateneo.
I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli hanno già eseguito acquisizioni di documenti nelle sedi delle tre università coinvolte: Parthenope, Pegaso e Luiss Guido Carli.
Maria Rosaria Boccia si è laureata alla Pegaso con un punteggio di 91 su 110. Ora la magistratura vuole fare chiarezza su ogni passaggio della sua carriera accademica. Gli sviluppi dell’inchiesta nei prossimi giorni.