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C’era un tempo in cui il racket nel periodo natalizio diventava offerta per le famiglie dei carcerati. Oggi cambia la criminalità, cambiano anche le modalità di azione. E così in un’epoca in cui sono sempre più le giovani gang ad avanzare, cambia anche la richiesta estorsiva.
Lo raccontano alcuni commercianti di Chiaia pressati dalle richieste di acquisto di numeri per la tombola. “Prendete un numero, è per beneficenza”. Vengono avvicinati così da chi, con fare arrogante, chiede soldi per una fantomatica tombola.
I numeri hanno un prezzo fisso: 10 euro. Se il negozio è grande il commerciante è obbligato a prenderne anche più di uno. Una vera e propria tombola estorsiva.
Quello del racket è un fenomeno ben più complesso. Se la tombola serve ad «educare» i piccoli estorsori, le cronache giudiziarie e i dati delle associazioni raccontano di numeri ben più elevati. Nel 2025, le istanze di accesso al fondo antiracket e antiusura sono state circa 256-257, 58 riguardano la provincia di Napoli.
Oltre 13 milioni di euro erogati, di cui 3,5 milioni in provincia di Napoli.