I genitori del 14enne accusato del lancio dell’oggetto che colpì uccidendo la turista padovana Chiara Jaconis sono stati ascoltati dai pm. I due professionisti partenopei hanno ripercorso il pomeriggio della domenica del 15 settembre del 2024 sostenendo di non aver mai perso di vista il figlio e hanno dichiarato “siamo estranei alle accuse”.
I genitori sono ritenuti colpevoli di non aver vigilato sul figlio minore all’epoca dei fatti. Sono stati ascoltati per oltre tre ore dai pm e hanno dichiarato di esser innocenti. Con la perizia balistica presentata i due hanno dichiarato che l’oggetto non cadde dal loro balcone.
Chiara stava passeggiando con il fidanzato ai Quartieri Spagnoli quando fu colpita da un oggetto. Gli inquirenti sostengono che gli oggetti lanciati nel vuoto erano due, entrambi riproducono figure dell’antico Egitto, e solo uno dei due ha raggiunto Chiara. Agli atti anche un capitolo che riguarda l’arredamento domestico della famiglia caratterizzato da oggetti etnici alle pareti e sui mobili. I due coniugi però sostengono di non riconoscere le due statuine egiziane.


