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“Il piccolo Domenico, che abbiamo imparato a conoscere tramite i mezzi di comunicazione, è una “parola” che Dio dice a tutti noi; i suoi due anni, la sua fragilità, si stanno rivelando una bomba, una “parola” che ammonisce, condanna i nostri individualismi, familiari, sociali, istituzionali, una parola che provoca ad una conversione, a un cambiamento di mentalità. Vogliamo tutti trarre una lezione di vita dalla vita del piccolo e fragile fratello; la vita di Domenico non è sciupata se ha prodotto e produce questo moto di cambiamento: “il dopo” non sarà più come “il prima”. Sono le parole di monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola, nel corso di un momento di preghiera presso la parrocchia Maria Santissima della Stella di Nola, per il piccolo Domenico, ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, e la sua famiglia. C’erano i genitori e i fratelli del bambino. La comunità parrocchiale, guidata da don Raffaele Afiero, ha voluto far così sentire con forza il suo abbraccio di fraternità ai familiari. Monsignor Capasso ha portato alla comunità tutta l’abbraccio del vescovo Francesco Marino che, durante la liturgia del Mercoledì delle Ceneri, in Cattedrale, ha affidato al Signore la preghiera di tutta la comunità diocesana. Anche il sindaco di Nola, Andrea Ruggiero, ha preso parte alla celebrazione parrocchiale.”Ci ritroviamo questa sera per vivere questo momento di preghiera nato da un desiderio della famiglia del piccolo Domenico, espresso durante un incontro con don Raffaele. Vogliamo pregare per Domenico e la sua famiglia ma anche per tutti noi, perché in questo momento di dolore, possiamo sentire, insieme, con forza, la tenerezza di Dio Padre”.