Poco più di una suggestione: queste le parole usate dai giudici del tribunale del riesame di Salerno in merito alla possibilità che il Colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo possa essere stato interessato alla morte di Angelo Vassallo, anche perché, come già stabilito durante le indagini, lui non faceva parte del gruppo di criminali dediti al traffico di stupefacenti contro cui si era scagliato il sindaco di Pollica. Relativamente al coinvolgimento dell’uomo dell’Arma, i giudici hanno ritenuto poco credibili le conclusioni della Procura di Salerno sull’omicidio, in quanto non avendo individuato l’esecutore materiale, non c’era motivo per ritenere Cagnazzo l’organizzatore dell’agguato solo perché in quelle ore era presente ad Acciaroli. In merito poi al depistaggio su Bruno Humberto Damiani e su vari errori procedurali, come non aver disposto adeguata perimetrazione della scena del crimine o aver fatto prelevare le immagini di sorveglianza senza concordarlo con il titolare delle indagini, il Riesame ritiene essere tutto frutto della foga investigativa e assolutamente senza malafede. Da qui l’annullamento dell’ordinanza di carcerazione “per carenza di gravi indizi di colpevolezza”.
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