Se da una parte l’Italia ha conseguito risultati significativi, con un trasferimento di risorse, da parte della Commissione europea, di 153,2 miliardi di euro, a fronte di 366 traguardi e obiettivi su 575 considerati raggiunti, dall’altra, l’avanzamento procedurale dei progetti nei territori non si traduce sempre in quello finanziario e materiale degli interventi. E’ quanto risulta dal report della Corte dei Conti sullo stato di attuazione dei progetti finanziati con risorse Pnrr e Pnc, affidati agli enti territoriali quali soggetti attuatori. Alla data del 13 febbraio 2026 risultano ‘conclusi’ 51.390 progetti e 70.702 sono ancora ‘in corso’.
Nel Mezzogiorno si concentra il 43,5% delle risorse Pnrr destinate agli enti territoriali, confermando l’obiettivo del riequilibrio territoriale previsto dal Piano, per il comparto sanitario, il valore, nella stessa area geografica, scende al 37,5%, su importi nel complesso più contenuti. Nel Mezzogiorno, pur con maggiori risorse e interventi, i valori, sotto il profilo dei pagamenti, sono più contenuti (Calabria 29%, Campania 30,7%, Sicilia 32,1%, Sardegna 34,5%, Basilicata 35,9%, Lazio 36,2%, Puglia 36,9% e Molise 39,3%). Con riguardo, inoltre, ai flussi finanziari tra amministrazioni centrali e soggetti attuatori territoriali, nonostante l’aumento – da circa 11,9 miliardi a oltre 15,2 miliardi – dei trasferimenti statali, il divario rispetto ai pagamenti degli enti territoriali continua ad ampliarsi. Nel complesso – si precisa nella nota della Corte dei Conti -, il documento evidenzia che le crescenti anticipazioni finanziarie degli enti territoriali e i livelli di pagamento ancora inferiori alla metà del costo complessivo degli interventi richiedono una particolare cautela nella lettura della capacità concreta delle amministrazioni territoriali di realizzare gli investimenti entro le scadenze stabilite.


