Migliaia di interventi, decine di trapianti su pazienti che spesso avevano solo pochi mesi di vita. È questa l’eredità che lascia il professore Carlo Vosa, 80 anni, scomparso a Napoli. Con il suo impegno professionale ha reso la città un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica. Vosa è stato uno dei protagonisti dello sviluppo dei trapianti di cuore in età infantile, una delle frontiere più difficili della chirurgia. La sua storia professionale è intrecciata a doppio filo con quella della città. Si forma all’ospedale Monaldi, dove diventa allievo di Maurizio Cotrufo, uno dei maestri della cardiochirurgia napoletana e dei trapianti cardiaci. Perfeziona la specializzazione in cardiochirurgia pediatrica con esperienze in Francia, per poi tornare nel capoluogo campano e portare quelle competenze in corsia al Monaldi. Tra i bambini che passano sotto le sue mani ci sono anche piccoli pazienti arrivati dalle aree più povere e svantaggiate del mondo, soprattutto dalla Palestina, dove un intervento del genere semplicemente non esiste. L’ultima parte del suo percorso la dedica all’insegnamento, come docente all’Università Federico II, trasmettendo a una nuova generazione di medici un sapere costruito sala operatoria dopo sala operatoria. I funerali questo pomeriggio alle ore 16.30 nella chiesa di San Pasquale a Chiaia.
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