Pozzuoli ha presentato al Mic il progetto dal titolo ‘La Città delle fragilità creative’. La convivenza quotidiana con il bradisismo è la base da cui nasce la candidatura dell’ antica città flegrea a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. “L’obiettivo centrale della proposta avanzata – spiega il sindaco Luigi Manzoni – è trasformare questa vulnerabilità in una risorsa culturale, civile e progettuale”. L’iniziativa, sostenuta dal Comune, è ideata da Paolo Lubrano, direttore generale del progetto sviluppato con il direttore artistico Francesco Cascino, il regista Luigi Pingitore e un comitato scientifico presieduto da Pierpaolo Forte.
A sostenere la mission di Pozzuoli, che include anche il Patto delle Città Fragili, concorrono diverse istituzioni, tra cui le Università Federico II e L’Orientale, l’Ingv, il Cnr e il Parco archeologico dei Campi Flegrei. “Ogni narrazione – evidenzia Pingitore – nasce da un’identità autobiografica. Questo spiega perché il dossier di Pozzuoli non poteva che muovere dal bradisismo, rispecchiandosi dentro questa ferita geologica che è anche matrice di ogni sua possibile energia”.


