Potrebbe esserci una nuova svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Al centro degli ultimi accertamenti della Procura di Napoli ci sono le dichiarazioni del cardiochirurgo Claudio Marra, ascoltato come persona informata sui fatti. Secondo il responsabile del Programma trapianti del Monaldi, l’ipotesi di impiantare un doppio “Berlin Heart”, un cuore artificiale temporaneo che avrebbe potuto sostenere il bambino in attesa di un nuovo organo, sarebbe stata esclusa senza effettuare tutti gli esami necessari per valutarne la reale praticabilità. Davanti al pubblico ministero, Marra ha inoltre ricostruito le fasi successive al primo trapianto, soffermandosi anche sui due giorni in cui Domenico fu temporaneamente sospeso dalla lista d’attesa per un nuovo cuore a causa di un peggioramento clinico, per poi essere reinserito poco dopo. Le dichiarazioni del chirurgo evidenziano differenze di valutazione all’interno dell’équipe medica e aprono nuovi interrogativi sulle scelte terapeutiche adottate. Un filone che si aggiunge agli accertamenti già in corso sulla gestione del caso e che potrebbe contribuire a chiarire le responsabilità nella vicenda che ha portato alla morte del piccolo Domenico.
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