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E’ stata riconosciuta la legittima difesa domiciliare per l’Imprenditore Aurelio Valiante che durante un furto avvenuto nella sua abitazione di Foria di Centola in una notte di giugno dello scorso anno, difese la sua famiglia rispondendo al fuoco aperto dai tre ladri, sparando con un fucile e uccidendone uno, l’albanese Rivaldo Rusi. Il GIP Saponiero del Tribunale di vallo della Lucania ha accolto integralmente la richiesta della Procura, escludendo qualsiasi ragionevole previsione di condanna e riconoscendo la discriminante prevista dall’articolo 52 del Codice Penale disponendo l’archiviazione del procedimento per omicidio e tentato omicidio. Resta invece aperto un procedimento separato nei confronti di Valiante e del fratello per l’accusa di occultamento di cadavere, dopo che il corpo venne nascosto e successivamente fatto ritrovare ai carabinieri grazie alla confessione dell’imprenditore. Determinanti, secondo il giudice, le risultanze della perizia balistica e delle indagini, che hanno ritenuto coerente il racconto dell’imprenditore, giudicando invece inattendibile la versione dei familiari della vittima, che si erano opposti alla richiesta di archiviazione.