Il club azzurro continua a lavorare al progetto del nuovo impianto nell’area dell’ex Q8 di San Giovanni a Teduccio, pur consapevole delle difficoltà legate all’iter autorizzativo. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di costruire lo stadio fuori città.
Il Napoli non cambia rotta sul tema del nuovo stadio. La società continua a considerare strategica la realizzazione di un impianto di proprietà, individuando nell’area dell’ex Q8 di San Giovanni a Teduccio il sito principale sul quale sviluppare il progetto. Tuttavia, all’interno del club cresce la preoccupazione per i tempi necessari a completare l’iter autorizzativo e per il rischio che possano emergere nuovi ostacoli burocratici lungo il percorso.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, nonostante la bonifica dei terreni rappresenti un passaggio fondamentale già completato, la dirigenza teme possibili rallentamenti che potrebbero allungare ulteriormente i tempi di realizzazione. Una prospettiva che, però, non modifica la posizione della società, intenzionata a portare avanti il progetto.
De Laurentiis: “Senza uno stadio di proprietà sarà difficile crescere”
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha più volte ribadito la centralità del nuovo impianto per il futuro del club. Secondo il numero uno azzurro, infatti, la competitività del Napoli passa inevitabilmente dalla possibilità di disporre di uno stadio di proprietà.
Il motivo è soprattutto economico. I principali club europei riescono a generare tra il 50% e il 60% dei propri ricavi grazie allo stadio, mentre il Napoli incassa attualmente una quota stimata tra il 5% e il 10%. Un divario che, secondo De Laurentiis, limita inevitabilmente la capacità di investire sul rafforzamento della squadra.
Resta anche l’ipotesi di uno stadio fuori Napoli
Tra le opzioni prese in considerazione dal club non viene esclusa nemmeno la possibilità di realizzare il nuovo impianto al di fuori dei confini cittadini. Se il costo complessivo dell’operazione dovesse avvicinarsi al miliardo di euro, la società sarebbe pronta a sostenere ulteriori investimenti per migliorare l’accessibilità dell’area, realizzando infrastrutture e collegamenti dedicati.
L’obiettivo è quello di dotare il Napoli di una struttura moderna, in linea con gli standard dei principali club europei e capace di garantire nuove fonti di ricavo nel lungo periodo.
Il futuro del Maradona
Nel ragionamento del club rientra inevitabilmente anche il destino dello stadio Diego Armando Maradona. Pur riconoscendone il valore storico e simbolico, la società ritiene che l’impianto sia ormai superato dal punto di vista progettuale e che una semplice ristrutturazione non sarebbe sufficiente a renderlo competitivo con le moderne infrastrutture europee.
Il modello di riferimento resta quello seguito negli ultimi anni da Juventus e dai progetti avviati da Inter e Milan, club che hanno puntato o stanno puntando su stadi di nuova generazione per aumentare ricavi e competitività. Per il Napoli, la realizzazione di un impianto di proprietà rappresenta uno dei passaggi fondamentali per sostenere la crescita del progetto sportivo nei prossimi anni.


