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Hanno trascorso la prima notte in un hotel di Boscotrecase sedici delle 32 persone evacuate ieri dalla palazzina di edilizia popolare di via Lamaria a Torre del Greco a seguito dei danni provocati da un incendio di natura dolosa. Tutti gli altri occupanti dello stabile di quattro piani, a loro volta, hanno trovato idonea sistemazione.

L’emergenza legata agli sfollati di fatto si è conclusa in poche ore, grazie alla macchina degli interventi messa in piede dall’ente ha spiegato il sindaco Luigi Mennella “Durante il rogo, sul posto erano già presenti gli agenti in reperibilità del comando di polizia municipale guidato dal comandante Gennaro Russo.

Insieme agli agenti di polizia e vigili del fuoco, che ringrazio per l’impegno profuso e per il tempestivo intervento, hanno partecipato alle operazioni per mettere in sicurezza persone e cose in attesa dello spegnimento delle fiamme“. Poi, mentre andavano avanti le indagini, sul posto sono giunti gli assistenti sociali, coordinati dal dirigente Amedeo Cortese “Che, insieme alla polizia municipale – prosegue il primo cittadino – sono stati chiamati a fornire aiuto alle persone rimaste temporaneamente senza alloggio, coordinando, grazie all’ausilio del settore finanziario e del dirigente Giacomo Cacchione che ha immediatamente trovato le risorse necessarie, le procedure per dare loro ristoro.

Importante è stato anche l’impegno profuso dai volontari di protezione civile dell’associazione Irt, che hanno fornito un significativo apporto in termini logistici e assistenziali. Non da meno. va evidenziato l’impegno dei componenti della giunta, a partire dal vicesindaco Michele Polese, che ha seguito anche sul posto i soccorsi, partecipando insieme all’assessore Virginia Palomba alle riunioni del centro operativo comunale appositamente convocato per tale emergenza“.

Sono stati assicurati i pasti e sono state individuate le possibili soluzioni provvisorie da sottoporre alle sedici famiglie. La palazzina di via Lamaria, dopo i primi rilievi del caso, è stata sottoposta a sequestro ed affidata in custodia giudiziaria al Comune che, attraverso il settore Patrimonio, ha proceduto ad inibire l’accesso alla struttura.