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Trent’anni di carcere: è quanto la Procura generale di Napoli ha chiesto di confermare per Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi, alias “o’ Vichingo”, ritenuti componenti del commando che uccise Gelsomina Verde, la 21enne coinvolta nella prima faida di Scampia. I due, arrestati nel luglio 2023, sono stati condannati in primo grado con rito abbreviato. La decisione riguarda il ruolo avuto nell’agguato del 21 novembre 2004, quando Gelsomina venne prelevata, interrogata e poi brutalmente assassinata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i killer del clan Di Lauro erano convinti che la giovane sapesse dove si nascondeva il loro rivale Gennaro Notturno, detto “o’ Sarracino”. Un sospetto rivelatosi infondato e sfociato in una violenza efferata. In aula, la madre di Gelsomina, Anna Lucarelli, presente a ogni udienza insieme all’altro figlio Francesco, ha avuto un duro confronto con i due imputati, collegati in videoconferenza, e ha dovuto essere accompagnata fuori dall’aula.