Svolta storica per San Gregorio Armeno. E’ stato depositato il marchio IGP per il presepe napoletano. Un riconoscimento per difendere l’arte più antica di Napoli. Nell’ antica strada dei pastori è lavoro tutto l’anno e non solo a Natale. E da oggi le creazioni hanno anche un marchio tutelato. È stata depositata, infatti, la richiesta di IGP, Indicazione Geografica Protetta, per il presepe napoletano. A promuoverla, le botteghe storiche di San Gregorio Armeno. L’IGP significa che solo il presepe fatto a Napoli, con le tecniche tramandate dal Settecento, mani che scolpiscono terracotta, cuciono stoffe e dipingono volti, potrà chiamarsi “Presepe Napoletano”. Stop ai falsi made in Italy e ai pastori industriali.
Una tutela che arriva dopo la stretta del Comune che già nel 2023 e poi con il piano di giugno 2026 ha blindato la strada, a San Gregorio Armeno si può produrre e vendere solo arte presepiale. Un patrimonio identitario, lo ha definito l’assessora Armato, da difendere dall’omologazione commerciale.
Con l’IGP il presepe diventa finalmente un prodotto certificato, come la mozzarella e il pomodoro. Napoli difende la sua storia.


