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Giornata decisiva per il decreto scuola. Il governo porta oggi alle 16,30 in Consiglio dei ministri il provvedimento che introduce il tetto del 30% di studenti stranieri per classe e il divieto di burqa e niqab a scuola. Sarà un decreto legge, quindi immediatamente in vigore, “perché urge intervenire da quest’anno” ha spiegato il ministro Valditara e il testo vale solo per i nuovi iscritti. Nelle ultime 24 ore è stato fitto il dialogo istituzionale tra il Mim e il Quirinale.

Le novità concordate con il Colle consistono nel criterio linguistico e non sulla cittadinanza. Il tetto non si deve calcolare sulla nazionalità ma sulla reale conoscenza dell’italiano, è escluso chi ha fatto l’infanzia in Italia o ha già frequentato diversi anni la scuola in Italia.

La richiesta del Quirinale è di non far spostare i ragazzi verso istituti distanti rispetto all’abitazione, perchè in questo modo si rischia l’abbandono. Gli spostamenti avverranno solo in un raggio di pochi chilometri, con criterio di territorialità, gestiti dagli uffici scolastici. Dove il tetto non è oggettivamente rispettabile, per esempio sulle isole o nei piccoli centri, sono previste deroghe.

Nessuna sanzione automatica ai presidi che non rispettano il limite. L’obiettivo dichiarato resta uno, contrastare le classi-ghetto e favorire l’integrazione attraverso la lingua italiana. Secondo i dati del Ministero, sono poco meno di mille le classi dove oltre il 30% presenta barriere linguistiche. L’obiettivo dei giuristi del Colle, guidati dal consigliere Daniele Cabras, è avvicinare il più possibile il testo del governo allo “spirito” delle circolari del 1990 firmate dallo stesso Mattarella da ministro dell’Istruzione. Il Capo dello Stato lo ha ribadito diverse volte, va garantito il diritto allo studio a tutti, anche ai ragazzi stranieri.