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E’ l’inflazione a registrare gli aumenti più temuti soprattutto dalle famiglie italiane. A settembre ha raggiunto il 4,2% su base annua, il livello più alto degli ultimi tre anni, spinta soprattutto dal caro-carburante e dai beni energetici, cresciuti complessivamente del 22,3 e che si riflettono rapidamente sui trasporti e sull’intera filiera produttiva. A rimanere schiacciata è la tavola degli italiani, a causa in particolare di ortaggi e frutta che fanno salire il carrello della spesa dallo 0,9% all’1,7%. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme per i bilanci domestici: il Codacons stima un aggravio annuo fino a 1.918 euro per le famiglie con due figli, e l’Unione Nazionale Consumatori calcola un aumento medio annuo del costo della vita di 1.108 euro. Naturalmente le pressioni sui prezzi non derivano solo dall’energia, ma anche dalla domanda interna e da fattori geopolitici, e la BCE prospetta un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse per evitare un’inflazione persistente. In questo quadro, a vivere il disagio maggiore sono sempre i cittadini che vedono il proprio salario avere un potere d’acquisto che va diminuendo di mese in mese.