Sirene spiegate e pescherecci fermi in numerosi porti italiani per protestare contro il caro-gasolio e le politiche europee che riducono i giorni di pesca e moltiplicano gli obblighi a carico delle imprese. La mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore. Confcooperative Agroalimentare e Pesca mappa per l’ANSA la situazione nelle marinerie di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Molise e chiede misure di emergenza già nel cdm di oggi. A pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60% dei costi operativi.
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