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Dopo la condanna definitiva disposta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) arriva anche la conseguente confisca di un milione di euro da parte della Guardia di Finanza per due imprenditori del Casertano che rispondevano del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche in relazione ai crediti fittizi generati per lavori mai eseguiti con il SuperBonus. Addirittura i due imprenditori, nella falsa documentazione presentata per ottenere i benefici fiscali, avevano riportato dati catastali di immobili riferibili a Comuni soppressi nei primi anni del 1900, come quelli di Albegno, il quale fino al 1928 costituiva un Comune autonomo, quando fu aggregato al comune di Treviolo (Bergamo), e di Barco, Comune autonomo sino al 1927, anno in cui venne aggregato al Comune di Orzinuovi (Brescia). La confisca fa seguito ad un precedente sequestro preventivo disposto d’urgenza nel 2023 dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed eseguito dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Capua.
Dalle indagini era emerso che una società amministrata da un cittadino di Curti, aveva generato crediti fittizi attestando, attraverso la produzione di documentazione falsa, l’esecuzione di interventi di riqualificazione energetica mai eseguiti e riferiti ad immobili “fantasma”, anche in Comuni non più esistenti. Una volta generati, i crediti fittizi venivano ceduti, in parte, dalla società beneficiaria ad un’altra società acquirente, che avrebbe potuto utilizzarli come “moneta fiscale” per il pagamento di debiti tributari o cederli a sua volta ad altri soggetti.