La Suprema Corte ha messo la parola fine ad una delle vicende giudiziarie più discusse della sanità campana. Diventa definitiva la condanna dell’ortopedico napoletano Paolo Iannelli nonostante il rinvio degli atti a Napoli per ricalcolare la pena. I giudici capitolini hanno confermato la responsabilità del medico per quattro casi di concussione, dichiarando invece prescritte altre cinque ipotesi di reato. Si chiude così un capitolo iniziato quindici anni fa. L’inchiesta aveva svelato un sistema in cui i pazienti venivano trasferiti dal settore pubblico e precisamente dall’ospedale Cardarelli dove Iannelli era primario di ortopedia alla clinica privata di Villa del Sole.
Inizialmente, il chirurgo aveva ricevuto una condanna a nove anni in primo grado, ridotta poi a sette anni e nove mesi in appello. Adesso, la pena definitiva dovrebbe aggirarsi intorno ai cinque anni di reclusione. Per questo motivo, il caso torna ora davanti ai giudici partenopei per il conteggio finale degli anni da scontare. Intanto, il medico ha già affrontato circa un anno di custodia cautelare tra carcere e arresti domiciliari.


