Tredici misure cautelari sono state eseguite dalla Guardia di Finanza nei confronti di altrettante persone indagate per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, nazionale e internazionale, di capitali provenienti da frodi fiscali e attività illecite.
Il provvedimento del Gip del tribunale di Avellino ha disposto gli arresti domiciliari per otto persone, tre obblighi di dimora e due interdittive temporanee di esercizio della professione per altrettanti commercialisti. Le indagini svolte dalla compagnia di Solofra risalgono al periodo del lockdown durante la pandemia da Covid -19. Utilizzando dei prestanome, risultati percettori del reddito di cittadinanza ma che conducevano un agiato tenore di vita utilizzando auto e imbarcazioni di lusso, le società “cartiere” emettevano fatture per operazioni inesistenti prima di essere condotte al fallimento o trasferite fuori dalla provincia di Avellino. Le operazioni sospette di riciclaggio finalizzato al conseguimento di contributi statali ammontano a 450 milioni di euro e fanno riferimento a imprese del settore conciario di Solofra. Nella prima tranche dell’inchiesta, nel 2021 venne scoperta una vera e propria stamperia di fatture per operazioni inesistenti di 350 milioni, 35 dei quali dirottati in Cina e Turchia.


