Puntavano la prima vittima, mostravano lo specchietto spaccato, la convincevano a risarcire il danno. E, incassati i soldi, partivano subito alla ricerca del secondo malcapitato. Sempre lo stesso modus operandi, sempre a danno di persone vulnerabili come anziani, che assicurava uno “stipendio” e anche molto ingente: tra i 25mila e i 35mila euro al mese, con punte fino a 2mila euro al giorno. Business che, secondo le indagini, gestivano in tre: due di loro sono finiti in carcere e il terzo ai domiciliari, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Polizia di Stato. I tre sono gravemente indiziati di partecipazione ad un’associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di truffe. Il provvedimento arriva al termine delle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Napoli. Ai tre vengono contestate 15 truffe, commesse nel periodo tra il giugno 2023 e l’ottobre dello stesso anno, quindi nel giro di 5 mesi circa.
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