E’ sicuramente nell’ambito familiare che gli inquirenti cercano i responsabili delle condizioni del piccolo Pietro, il bimbo di 9 mesi di Vibonati che ora versa in condizioni disperate all’ospedale Santo Bono di Napoli. Dopo aver posto sotto sequestro l’abitazione dove il piccolino viveva con la mamma, il nuovo compagno e il fratellino, ieri gli uomini della scientifica hanno effettuato numerosi rilievi mentre la Procura della Repubblica di Lagonegro, titolare delle indagini, ha ottenuto la sospensione della responsabilità genitoriale per la donna che non si potrà più avvicinare nemmeno al secondo figlio. Su di lei e sul compagno sono caduti i maggiori sospetti. Gli inquirenti sembra debbano solo chiarire se ci sia responsabilità da parte dell’uomo con tentativo di copertura da parte della donna o viceversa. Congetture investigative, ipotesi seguite nella ricerca della verità. Intanto ieri sera tutta la comunità di Vibonati si è riunita in una veglia di preghiera a cui ha partecipato anche il sindaco Manuel Borrelli che ha sottolineato come in questo momento non ci siano parole. Tutti sperano in buone notizie da Napoli ed hanno fiducia nell’operato della magistratura per scoprire la verità.
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