“Il braccialetto elettronico può essere impiegato in diversi modi come strumento di controllo all’interno del sistema penale. Può venir imposto dal magistrato a persone che si trovano in misura cautelare agli arresti domiciliari oppure a persone già condannate che stanno scontando la pena in detenzione domiciliare. Peccato che non sono in numero sufficiente, non arrivano in tempo reale e c’è quindi “illegalmente” una permanenza di giorni e settimane in più in carcere del detenuto che ha ottenuto il beneficio”. Lo ha detto Samuele Ciambriello, garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. In Italia sono attivi 13mila braccialetti elettronici, circa 5.800 per reati di stalking e settemila per il monitoraggio.
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