Scoperta una maxi frode fiscale nel settore informatico da parte della Procura europea con indagini a Napoli e a Venezia. L’organizzazione avrebbe emesso fatture false per circa 500 milioni di euro tramite società di comodo con sedi in diversi Paesi dell’Unione Europea intestate a prestanome. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni da 32 milioni di euro. Sono stati inoltre apposti i sigilli a 5 società, 4 complessi aziendali e un capannone industriale che si trova a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. I prodotti elettronici restavano fermi nelle piattaforme logistiche, risultando venduti solo sulla carta. Nell’inchiesta risultano 64 indagati, prevalentemente residenti della provincia di Napoli.
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