Questa mattina Acer, l’Agenzia campana per l’edilizia residenziale ha dato il via ai lavori di demolizione di una villa abusiva nel Rione San Francesco, a Napoli ultimo manufatto irregolare rimasto nell’area. La villa era appartenuta alla famiglia Botta che fa riferimento al cartello Licciardi-Contini-Mallardo dell’Alleanza di Secondigliano. Famiglia coinvolta di recente nell’inchiesta che ha svelato condizionamenti criminali nella gestione dell’ospedale San Giovanni Bosco. La villa, evidenziano i dirigenti Acer, era “divenuta nel tempo simbolo di un contesto segnato da radicate dinamiche di illegalità e dalla presenza di interessi riconducibili ad ambienti criminali”. L’immobile, realizzato in totale assenza di titolo edilizio, occupava una superficie di circa 550 metri quadrati di area ed era configurato come villa a corte, con pertinenze esterne a giardino e ambienti interni caratterizzati da arredi di marcatamente ostentativi. L’intervento odierno si inserisce in un percorso complesso, attuato da Acer Campania con il sostegno del ministero dell’Interno, della Prefettura di Napoli, della Questura di Napoli, della Procura della Repubblica, della Regione Campania e del Comune di Napoli, che hanno garantito, le condizioni necessarie per l’esecuzione dell’ordine definitivo di abbattimento e lo svolgimento delle operazioni in sicurezza.
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