Continuano a volare droni con carichi di cellulari e stupefacenti sul carcere di Poggioreale. L’intensa attività di controllo dei Carabinieri, però, ha evitato che l’ennesimo carico giungesse a destinazione. Intercettato il velivolo a cui, con un filo di nylon, era legata una busta contenente droga e telefoni, gli uomini dell’Arma lo hanno recuperato prima che atterrasse all’interno della casa circondariale. E’ da diversi mesi che, grazie alla sempre maggiore presenza dei cosiddetti “dronisti”, piloti con competenze Hi-teck, il drone è divenuto il mezzo più utilizzato per far entrare nelle carceri merce che poi arriva a fruttare anche diecimila euro al giorno. Intercettare i droni, però, non limita le normali attività di controllo: a Santa Maria Capua Vetere, infatti, i cani antidroga A-Iron e Tyson della polizia penitenziaria hanno rinvenuto dosi di hashish, cocaina e crack su familiari che dovevano entrare per i colloqui.
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