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Cento giorni. È questo il tempo a disposizione per non perdere il treno di Euro 2032. Il countdown è ufficialmente scattato, entro il 31 luglio il Comune di Napoli dovrà consegnare alla Uefa il dossier ribattezzato DAM Diego Armando Maradona, piano di restyling ambizioso per trasformare lo stadio in un impianto con standard internazionali.
La sfida è ambiziosa. Napoli deve rincorrere Milano, Roma e Firenze. Il progetto sul tavolo dell’assessore alle Infrastrutture Cosenza prevede che si parta a fine campionato con la riapertura del terzo anello in modo da recuperare diecimila posti. Ma per tutti gli altri aspetti inerenti la candidatura c’è ancora molto da fare iniziando dalla copertura finanziaria. Servono 200 milioni di euro, un finanziamento che Palazzo San Giacomo punta a ottenere dalla Regione. Sul tavolo due progetti, uno in caso di Europei e uno solo per adeguare il Maradona agli standard internazionali. Sullo sfondo resta l’incognita De Laurentiis. Il patron azzurro frena sul restyling, preferendo l’ipotesi di uno stadio nuovo di zecca in un’altra area della città. Ma il tempo stringe e l’Uefa non aspetta.