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Targhe polacche a Napoli per risparmiare sulle tariffe assicurative e il Governo di Varsavia annuncia una stretta per frentare la truffa napoletana. Il meccanismo è colladauto. Il veicolo viene cancellato dal PRA italiano e reimmatricolato in Polonia tramite un intermediario. A quel punto, l’auto non appartiene più formalmente al conducente, ma viene ceduta in noleggio a lungo termine al vecchio proprietario. Secondo dati forniti dall’ACI in Italia circolano attualmente 68.228 veicoli con targa polacca, suddivisi tra 37.830 auto e 29.120 moto. La stragrande maggioranza di questi mezzi è concentrata a Napoli, dove solo nel 2025 sono state registrate al REVE (il registro dei veicoli esteri) ben 14.066 nuove targhe. La seconda città con più targhe straniere registrate è Caserta, con 962, oltre 13.000 unità in meno. Sebbene il fenomeno sia noto da almeno un decennio, la novità è che oggi la pratica sta iniziando a preoccupare seriamente il governo di Varsavia. In Polonia la chiamano ormai “truffa napoletana”, perché i costi dei sinistri causati in Italia stanno ricadendo sugli assicurati polacchi onesti. Il fondo di garanzia polacco (PBUK) ha visto i risarcimenti per incidenti causati in Italia da veicoli con targa della Polonia non assicurati balzare da 1,5 milioni di euro nel 2024 a oltre 4,2 milioni di euro nel 2025. Per mettere un freno alla situazione, il piano prevede l’obbligo di scattare fotografie che documentino la presenza fisica dell’auto nelle officine polacche durante il controllo. Da Napoli è già pronta la migrazione verso la Repubblica Ceca e la Bulgaria.