Violazione delle norme ambientali e delle disposizioni del tribunale relative ad un precedente provvedimento di sequestro: con queste accuse sono scattati i sigilli ad uno stabilimento di Striano (Napoli) appartenente ad una società specializzata in attività dolciaria. Il sequestro è scattato nell’ambito delle attività finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause dell’inquinamento del fiume Sarno. La Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e i carabinieri della stazione di Striano hanno proceduto al sequestro preventivo dello stabilimento della Idav Spa. Nel corso delle verifiche, sarebbe emerso come lo stabilimento fosse già stato posto sotto sequestro nel dicembre del 2024 e che il tribunale oplontino il 14 luglio dell’anno seguente ne avesse poi disposto il dissequestro con espressa prescrizione di inutilizzabilità ai fini produttivi.
I militari hanno appurato al momento dell’intervento che, invece, era in atto la trasformazione di prodotti derivati dalla lavorazione della frutta. Tutto in mancanza dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali, che venivano recapitate al suolo e raccolte in una griglia che confluiva all’interno di alcune cisterne presenti nei pressi del canale Rio Foce. Inoltre, sarebbero mancate le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera.
Per queste ragioni, Capitaneria e carabinieri hanno proceduto al sequestro d’urgenza dello stabilimento, per una superficie di circa 5.000 metri quadrati.


