Rapine, scippi e truffe in danno di anziani sarebbero state commesse per finanziare altre attività illecite, come l’acquisto di armi, oppure per provvedere al mantenimento in carcere dei sodali. È questo lo scenario tratteggiato dagli agenti della Questura di Napoli che nella mattinata di oggi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sei persone e quella del divieto di dimora in Campania nei confronti di altre tre, ritenute gravemente indiziate di far parte della associazione a delinquere di stampo camorristico denominata clan Contini, a sua volta confederata, insieme ai clan Mallardo e Licciardi, nell’ ‘Alleanza di Secondigliano’. I reati contestati, a vario titolo, sono di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni, porto e detenzione di armi da fuoco ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Le indagini hanno preso il via dopo l’aggressione, avvenuta nel luglio del 2022, nei confronti dei clienti e dei proprietari del ristorante “Cala La Pasta” di Napoli, e hanno permesso di individuare la base logistica del gruppo nella zona di San Giovanniello, dove gli indagati occultavano armi, sostanze stupefacenti e indumenti destinati al travisamento in occasione di reati predatori.
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