Presa in carico dal reparto di Ematologia dell’AORN Cardarelli di Napoli per una patologia onco-ematologica che richiede cure altamente specialistiche. È la storia di Immaculee, 45 anni, proveniente dal Benin, madre di 4 figli, arrivata in Italia grazie a DareFuturo – da anni impegnata al fianco dei padri camilliani per far crescere l’ospedale La Croix di Cotonou, struttura di riferimento per la sanità locale di quel luogo. Per Immaculee una diagnosi ed un trattamento che gli ospedali del Benin non erano in grado di gestire con le risorse e le tecnologie a loro disposizione. Di qui la scelta di di rivolgersi al Cardarelli, che ha risposto attivando in tempi rapidi il percorso di presa in carico, grazie anche alle autorizzazioni della Regione Campania ed al via libera del Ministero della Salute e del Ministero degli Affari Esteri.
“Il caso di Immaculee ci ricorda quale sia il valore della sanità pubblica italiana, capace di garantire cure gratuite di altissimo livello a tutti”, dichiara il Direttore Generale del Cardarelli Antonio d’Amore. “Accogliere Immaculee – prosegue – significa mettere a disposizione competenze, tecnologie e un’organizzazione che pochi ospedali in Italia possono offrire, ricordandoci che la missione del medico è prendersi cura di chi ha davvero bisogno”.
Il reparto di Ematologia dell’AORN Cardarelli, guidato da Mario Annunziata, è un punto di riferimento in Italia per la diagnosi e la cura delle patologie onco-ematologiche, dalle leucemie ai linfomi al mieloma multiplo.
Al reparto di Ematologia si affianca anche il reparto di Ematologia con Trapianto diretto da Alessandra Picardi, presso il quale si effettuano ogni anno circa 80 trapianti di midollo, autologhi ed allogenici, ed è tra i centri attivi nell’utilizzo di diverse linee di terapia CAR-T, la più avanzata frontiera dell’immunoterapia contro i tumori del sangue.
“Questa operazione è stata possibile grazie alla collaborazione di tutti coloro che si rendono disponibili con l’associazione, mettendo a disposizione contributi economici o il proprio tempo”, dichiara Roberto Pennisi, chirurgo in pensione e presidente dell’associazione DareFuturo.


