Una vera e propria stangata si abbatterà su oltre 21 mila inquilini di case comunali a Napoli, con una stima di aumento dei canoni che va dal 41% al 273%. Ad esempio, chi paga attualmente un affitto annuo al Comune di 800 euro, sarà chiamato a versarne circa 1200, denuncia il sindacato SILA Federinquilini, che tutela i diritti degli inquilini e degli assegnatari di case popolari. Gaetano Oliva, segretario del sindacato, spiega che il sistema dà maggiore peso al reddito tramite Isee, anziché alle condizioni dell’alloggio, alle mancate manutenzioni e al quartiere dove si trova la casa. I nuovi importi saranno comunicati a maggio, per entrare poi in vigore a giugno, con i rincari che andranno a colpire famiglie a reddito basso o nullo. Inoltre, come se non bastasse, gli inquilini di case popolari saranno chiamati a pagare arretrati che vanno da 200 a 3 mila euro. L’assessore comunale al Bilancio Pier Paolo Baretta ha confermato che il Comune è in grado di applicare la normativa per tutto il proprio patrimonio immobiliare, quindi per gli inquilini degli alloggi popolari scatteranno gli aumenti a fronte di fabbricati e alloggi per i quali non si effettua alcuna manutenzione da oltre 20 anni e dell’aumento dell’inflazione. Federinquilini chiede quindi di rinviare l’entrata in vigore del nuovo sistema fino all’approvazione della delibera che modifica i parametri della normativa, rapportandoli al degrado della zona, così da ridurre drasticamente gli aumenti.
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