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Dopo i due secoli di carcere inflitti in primo grado e le attenuazioni delle pene in appello, dove sono state confermate le condanne solo per cinque imputati, conferma ma anche qualche annullamento senza rinvio, da parte della Cassazione, nel procedimento giudiziario che ha visto imputati boss e gregari del clan D’Amico-Mazzarella del quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.
Confermate le pene inflitte in secondo grado e invece annullate quelle per Giacomo e Pasquale Urio che erano stati condannati, rispettivamente, a 13 anni e 4 mesi, e a 12 anni e 6 mesi di carcere, e che ora si vedranno ridurre le pene. Entrambi avevano rinunciato al patteggiamento.
Annullamento anche per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti per Francesco Tabasco.
L’operazione anticamorra delle forze dell’ordine del febbraio 2023 portò in carcere 24 persone tra elementi di spicco e gregari dell’organizzazione malavitosa D’Amico-Mazzarella, tra cui Ciro Mazzarella, Salvatore D’Amico, soprannominato ” ‘o pirata ” con sue nipoti omonimi.