Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (prima sezione civile) ha dichiarato l’incandidabilità dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino e degli ex assessori del comune capoluogo Emiliano Casale e Massimiliano Marzo. La decisione, diretta conseguenza dello scioglimento del Comune di Caserta per infiltrazioni mafiose decretato con provvedimento del Ministero dell’Interno nell’aprile del 2025 e poi con il successivo Decreto del Presidente della Repubblica (Dpr), si applica a due turni elettorali consecutivi a partire proprio dalla data di scioglimento dell’ente. Per i giudici sussiste da un lato un “contesto greve di univoca commistione tra pubblici amministratori e personaggi legati alla ‘camorra’ casertana che ha reso permeabile agli interessi criminali l’ente comunale”. Il collegio presieduto da Maria Gabriella Casella ha poi sottolineato, riportando un passo della relazione della Prefettura di Caserta che ha portato allo scioglimento del Comune, “l’incapacità dell’ente di poter resistere alle pressioni di un’imprenditoria affaristica e di altri soggetti portatori d’interessi economici collegati alla criminalità organizzata”.
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