Nuova ipotesi sul giallo che vede protagonista Luca Canfora, il costumista del film Parthenope morto a Capri due anni fa durante le riprese della pellicola di Sorrentino. Le indagini ora porterebbero infatti all’ipotesi di annegamento dopo un’aggressione subita, e non per lesioni. È quanto emergerebbe dalla seconda autopsia eseguita sul corpo del professionista, e i cui esiti escluderebbero che Luca sia precipitato da un’altezza di circa 100 metri come precedentemente ipotizzato. Il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Silvio Pavia, ha ora intenzione di prorogare ulteriormente le indagini aggiungendo l’ipotesi di omicidio, anche se quest’ultima figura ancora accanto al suicidio e all’incidente. Indagini per la ricostruzione dell’accaduto che vanno avanti grazie all’esposto presentato dalla famiglia di Canfora dopo aver ritenuto le fratture riportate dal ragazzo poco compatibili con una caduta da quell’altezza – poi confermate da un Tac – e che ha spinto gli inquirenti a procedere con la riesumazione del corpo per eseguire ulteriori accertamenti. Il ritrovamento del corpo risale al settembre 2023 nelle acque sottostanti i Giardini di Augusto, dalle immagini di videosorveglianza si nota Canfora arrivare nei Giardini in occasione delle riprese ma non uscirne.
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