“La storia di Domenico non è una cartella clinica, ma una vita che merita giustizia limpida”. Con queste parole il cardinale di Napoli Domenico Battaglia torna sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo il bimbo di 2 anni e 4 mesi morto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi. L’arcivescovo ricorda l’incontro con il piccolo in ospedale: “In quella stanza ho incontrato un bimbo che soffriva, un innocente che portava il peso del dolore del mondo”. Secondo Battaglia, davanti a una tragedia così grande serve rispetto, ma anche responsabilità: capire cosa è accaduto davvero e garantire che simili drammi non si ripetano. Una tragedia che ha unito tutti i Napoletano nel dolore e nella preghiera. Intanto ieri davanti al Monaldi si sono riunite decine di famiglie di piccoli pazienti cardiopatici per un sit-in a sostegno del cardiochirurgo Guido Oppido responsabile del trapianto di Domenico e tra i 7 indagati per la sua morte. Il legale della famiglia del bambino Francesco Petruzzi ha sottolineato come questo sit-in, definito una pagliacciata, strida con la compostezza di mamma Patrizia, troppo addolorata per poter commentare. Le famiglie dei pazienti curati da Oppido chiedono di abbassare i toni dell’odio e soprattutto che il reparto continui a lavorare e che non venga messo in discussione un centro considerato punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica.
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