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Avrebbero favorito la latitanza di Antonio Aloia, che nell’agosto del 2024 aveva fatto perdere le proprie tracce dopo avere usufruito di un permesso premio e non essere rientrato in carcere, finiscono in manette due persone. Ad eseguire il provvedimento di custodia cautelare, emesso dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna. Gli indagati sono accusati di favoreggiamento personale e di procurata inosservanza della pena, reati aggravati dalla finalità di avere agevolato il clan Luongo-Covone-Aloia. Il procuratore della Repubblica aggiunto di Napoli, Sergio Ferrigno, in una nota, evidenzia che i due “dopo l’esecuzione dell’omicidio di Ottavio Colalongo, avvenuto a Scisciano il 17 dicembre 2025” avrebbero aiutato il latitante “sia a sottrarsi alle indagini in corso di svolgimento, sia all’esecuzione della pena detentiva che gli era stata irrogata per altri reati”. Antonio Aloia fu scovato, il 25 dicembre dello scorso anno, in un appartamento a Gricignano d’Aversa (Caserta), dopo che aveva fatto perdere le proprie tracce da circa un anno e mezzo, quando cioè non era rientrato in carcere a seguito di un permesso premio.