Il cambio è avvenuto nella notte: le lancette dell’orologio sono state spostate indietro di un’ora. Il risultato immediato è stato un’ora di sonno in più per molti, anche se per chi si trovava in turno di lavoro notturno ha significato un’ora di servizio aggiuntiva.
Questo passaggio modifica la percezione delle nostre giornate: c’è più luce al mattino, ma il tramonto arriva prima, anticipando il buio serale. Mentre i dispositivi digitali come smartphone e computer si aggiornano in modo del tutto automatico, resta necessario regolare a mano gli orologi analogici.
La nuova routine legata all’ora solare rimarrà attiva fino alla fine di marzo. Nei primi giorni è normale avvertire un po’ di stanchezza o alterazione nei ritmi sonno-veglia, ma l’organismo impiega pochissimo tempo ad adattarsi al nuovo orario.


