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Ammonta a oltre 880mila euro il danno erariale che i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, contestano a quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie campane i quali, dopo essere andati in pensione anticipatamente, avrebbero continuato indebitamente a percepire – fino al termine del mandato – la retribuzione connessa all’incarico ricoperto. A tutti e quattro i finanzieri hanno notificato un “invito a fornire deduzioni”. Secondo le normative infatti è vietato il conferimento di incarichi dirigenziali o direttivi a chi si trova in quiescenza, salvo che siano svolti a titolo gratuito. Le indagini, relative al periodo 2022-2025, hanno ricostruito la posizione lavorativa e i compensi percepiti dal momento del pensionamento fino alla cessazione dell’incarico, dai quattro direttori generali, andati volontariamente in pensione prima della naturale scadenza del mandato ma continuando tuttavia a intascare contemporaneamente pensione e retribuzione dirigenziale.
Tre dei quattro direttori generali, inoltre, avrebbero inizialmente sospeso l’erogazione della retribuzione in coincidenza con il collocamento in quiescenza, per poi riattribuirsela autonomamente – comprensiva degli arretrati maturati – alla scadenza del mandato, senza darne comunicazione alla competente Direzione generale regionale.