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Dopo la pausa di Ferragosto, la musica è tornata sul Belvedere di Villa Rufolo con Robert Treviño alla guida della George Enescu Philharmonic, accolti con grande calore dal pubblico del Ravello Festival. Il concerto si è aperto con la Rapsodia romena n. 1 op. 11 di George Enescu, nella quale ritmi e melodie della tradizione romena confluiscono in una scrittura orchestrale brillante e ricca di colore. A seguire, la Sinfonia n. 2 op. 27 di Sergej Rachmaninov ha disteso le sue grandi arcate melodiche in una delle pagine più liriche e ampie del compositore russo. Due partiture nate a pochi anni di distanza ma profondamente diverse per carattere, che hanno mostrato tutta la ricchezza espressiva dell’orchestra. Ai lunghi applausi del pubblico, Robert Treviño e la George Enescu Philharmonic hanno risposto con due bis: la Sinfonia da “La forza del destino” di Verdi e una travolgente “Danza ungherese n. 5” di Brahms. Il concerto è stato anticipato dall’introduzione di Nicola Cattò, giornalista e direttore della rivista “Musica”, che ha accompagnato il pubblico all’ascolto.