960mila euro, è la cifra che l’Azienda Ospedaliera dei Colli, il polo che riunisce Monaldi, Cotugno e Cto, verserà alla famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio 2026 dopo il trapianto di un cuore danneggiato. A questa somma si aggiungono 41mila euro di spese legali per l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, per un esborso complessivo di poco superiore al milione di euro. Prima di chiudere con la famiglia, il Monaldi aveva provato a coinvolgere nella definizione bonaria anche l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, l’ente da cui dipende l’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove il cuore destinato a Domenico era stato espiantato, per un tentativo che non è andato a buon fine. La delibera individua sei eredi del piccolo Domenico Caliendo: i genitori Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, i due fratellini e due nonni. La famiglia aveva chiesto tre milioni di euro, l’ospedale ne riconosce circa un terzo, ma come datato nelle tabelle del Tribunale di Milano sulla perdita del rapporto parentale, equivale circa ad 1 milione di euro.
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