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Sarebbe stato in preda a un vero e proprio delirio di onnipotenza il giovane accusato dell’omicidio di Fabio Ascione, il 20enne incensurato e senza legami con ambienti criminali, ferito a morte lo scorso 7 aprile a Ponticelli. È quanto emerge dalle valutazioni del giudice Giovanni De Angelis, secondo cui il presunto killer, il 23enne Francesco Pio Autiero, avrebbe agito con l’intento di dimostrare il pieno controllo del territorio per conto del clan De Micco, di cui sarebbe ritenuto un soldato. Alla base del gesto ci sarebbe la volontà di dare una dimostrazione di forza dopo un precedente conflitto a fuoco avvenuto poco prima a Volla con un gruppo di coetanei, considerati rivali. Davanti ai magistrati, il 23enne si è difeso sostenendo di essere distrutto per quanto accaduto e di essere convinto che l’arma fosse scarica al momento degli spari. Una versione che però non ha convinto gli inquirenti, che procedono con l’accusa di omicidio volontario. Le indagini proseguono in un contesto difficile, segnato da omertà e reticenze, anche per il timore di possibili ritorsioni legate alla criminalità organizzata locale.