La sanità italiana continua a fare i conti con gravi criticità strutturali. Nonostante oltre 70 milioni di euro spesi per ridurre le liste d’attesa, i risultati restano deludenti. La Corte dei Conti riconosce gli sforzi fatti dalla Regione Campania ma segnala che le code per visite ed esami restano un problema diffuso, aggravato da carenze di personale e da forti disuguaglianze territoriali. Il divario tra Nord e Sud emerge con forza anche sul fronte della mobilità sanitaria. Solo dalla Campania, ogni anno, migliaia di pazienti si spostano verso le strutture del Settentrione, generando un costo superiore ai 280 milioni di euro per le casse regionali. Lombardia e Veneto si confermano le principali destinazioni, grazie a un’offerta più ampia di prestazioni ad alta specializzazione. Al Sud non manca la qualità professionale, ma pesano la carenza di strutture, i tempi di attesa più lunghi e una minore capacità organizzativa. Un fenomeno che indebolisce il servizio sanitario pubblico e alimenta sfiducia nei cittadini, rendendo urgente una riforma capace di garantire equità, efficienza e reale accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.
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