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Gestivano un sistema di scommesse illegale su piattaforme telematiche, avvalendosi anche della schermatura di società terze: è quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli) che coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea (procuratore aggiunto Sergio Ferrigno), ha notificato cinque arresti nei confronti di altrettanti indagati, due in carcere per indagati direttamente collegati al clan D’Alessandro (uno in particolare è ritenuto elemento di vertice) e i restanti tre ai domiciliari, ritenuti invece nell’orbita della stessa organizzazione malavitosa.
I reati contestati sono associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, autoriciclaggio, violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso e dal fatto che sono stati commessi per agevolare il clan di Castellammare di Stabia.
Dall’inchiesta è poi anche emerso che i proventi delle scommesse illegali sarebbero stati investiti: il gip ha infatti anche disposto un decreto di sequestro che riguarda quote societarie, complessi aziendali ed esercizi commerciali notificato dai finanzieri a Castellammare di Stabia, Gragnano e Sorrento, dove sono state localizzale le agenzie di scommesse.