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Pagare una bolletta, prenotare una visita medica, gestire gli ordini di un negozio: nel Sud Italia una parte crescente della vita quotidiana passa attraverso servizi digitali. Proteggere account, dispositivi e dati è quindi una necessità concreta per cittadini e imprese. Il tema riguarda tanto le tecnologie utilizzate quanto la capacità di riconoscere un messaggio sospetto o di reagire quando qualcosa va storto.

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Il divario digitale riguarda anche le competenze

Secondo l’Istat, nel 2025 usava Internet il 78,5% delle persone nel Mezzogiorno, contro una quota superiore all’85% nel Centro-Nord. Un’altra rilevazione dell’istituto indica che le competenze digitali almeno di base erano possedute dal 36,1% dei cittadini meridionali, rispetto al 51,3% nel Nord. Sono dati che descrivono un divario nell’accesso e nella familiarità con gli strumenti online; da soli, però, non misurano quanti attacchi informatici colpiscano ciascun territorio.

Per chi usa meno spesso determinati servizi, può essere più difficile distinguere una comunicazione autentica da una falsa. Un SMS che sembra arrivare dalla banca, una richiesta urgente di aggiornare i dati o una telefonata che invita a comunicare un codice di accesso sfruttano proprio quel momento di incertezza. È successo di recente in provincia di Avellino, dove un correntista si è visto svuotare il conto con il phishing dopo un SMS e la telefonata di un finto operatore bancario. La difesa comincia da un gesto semplice: interrompere la procedura e contattare l’organizzazione attraverso i suoi canali abituali.

Piccole imprese, grandi responsabilità

Nel tessuto economico del Sud, negozi, strutture ricettive, studi professionali e attività artigiane gestiscono prenotazioni, pagamenti e informazioni sui clienti. Anche una realtà con pochi dipendenti può subire conseguenze serie se perde l’accesso alla posta elettronica o ai propri documenti.

Le misure più utili partono dall’organizzazione del lavoro. Ogni persona dovrebbe avere credenziali individuali, con l’autenticazione a più fattori sugli account principali. Copie di sicurezza dei file, aggiornamenti regolari e una procedura chiara per segnalare messaggi sospetti aiutano a limitare i danni. Conta anche sapere chi può accedere ai dati e come revocare rapidamente gli accessi quando un collaboratore cambia ruolo.

Dove entrano in gioco le VPN

Lavorare fuori ufficio è comune per un consulente, per chi gestisce una struttura turistica o per un’impresa con collaboratori in più città. In questo contesto si parla spesso di VPN, strumenti che cifrano il traffico tra il dispositivo e il servizio VPN. Possono essere utili quando si usa una rete Wi-Fi condivisa, ma non impediscono di inserire una password in una pagina falsa né sostituiscono gli aggiornamenti o l’autenticazione a più fattori.

Chi valuta questo tipo di servizio dovrebbe informarsi sulle sue caratteristiche e sulle condizioni d’uso consultando fonti dirette, come il sito ufficiale ExpressVPN. Per un’azienda, la scelta va inoltre collegata a una domanda precisa: come consentire ai collaboratori di accedere ai sistemi di lavoro in modo controllato? La risposta può richiedere strumenti e regole diversi da quelli adottati per la navigazione personale.

Una sicurezza più accessibile

Ridurre il divario digitale significa anche rendere comprensibili le precauzioni. Una formazione efficace mostra esempi di messaggi fraudolenti, spiega dove verificare una richiesta e indica a chi rivolgersi in caso di errore. Per segnalare una truffa online o un tentativo di phishing si può usare, ad esempio, il portale della Polizia Postale. Denunciare può fare la differenza: a Napoli un uomo di 76 anni, raggirato da un finto consulente bancario, si è rivolto ai carabinieri, che hanno rintracciato i bonifici e gli hanno restituito 27mila euro. Nelle famiglie, lo stesso approccio può aiutare chi ha meno dimestichezza con lo smartphone a usare i servizi online con maggiore autonomia.

La sicurezza digitale nel Sud Italia non dipende da un solo prodotto. Cresce quando cittadini e imprese sanno riconoscere i rischi più comuni, adottano poche misure con costanza e hanno un riferimento chiaro a cui chiedere aiuto.