E’ guerra Gesac-Comune per la tassa d’imbarco e si finisce in tribunale. Il gestore di Capodichino si é rivolto al Tar per annullare la tassa di due euro per i voli da Napoli, prevista da una delibera del consiglio comunale, una misura che rientrava nella legge del Patto per Napoli. Il ricorso é stato inviato in queste ore da Gesac a Palazzo San Giacomo e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il rischio per la Giunta Comunale non è solo l’immediata sospensione del tributo ma l’illeggittimità costituzionale della legge sostenuta dagli avvocati di Gesac secondo i quali la tassa violerebbe sei articoli della costituzione, dunque la richiesta al Tar è di sottoporre alla Corte Costituzionale la leggittimità della legge. Fatto sta che una volta spazzato il Patto il default sarebbe assicurato, la tassa d’imbarco garantirebbe un gettito di dieci milioni l’anno, ma nel ricorso si evidenzia che non c’é motivo per cui i turisti che non hanno alcun rapporto con la citta debbano farsi carico dei debiti e d’altro canto per GESAC la tassa costituirebbe un danno irreparabile perché ne verrebbe discriminata la posizione rispetto ad agli altri gestori e sarebbe costretta a richiedere alle compagni aeree un prezzo più alto per l’utilizzo dello scalo. La società ha ora trenta giorni di tempo per depositare il ricorso in tribunale.
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