Forti momenti di tensione in aula, alla prima udienza del processo sull’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa a colpi di pietra dal suo ex fidanzato. Urla e minacce tra i parenti della vittima e dell’imputato, fino all’intervento delle forze dell’ordine, che hanno dovuto sgomberare l’area riservata ai familiari dell’imputato, con il giudice che è stato costretto a rinviare l’udienza al 26 giugno.
Il processo, che vede accusato il 19enne Alessio Tucci, accusato di omicidio volontario pluri aggravato, si è aperto dopo la decisione del gup di Napoli Nord, che ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dal legale dell’imputato. L’istanza di rito alternativo (che avrebbe garantito lo sconto di un terzo della pena) è stata dichiarata inammissibile in virtù delle pesanti aggravanti contestate dai pm. All’esterno del Palazzo di giustizia Fiorenza Cossentino, madre di Martina, ha chiesto “il fine pena mai” per l’assassino della figlia minorenne, esprimendo tutto il suo dolore.
Il presidente della Corte di Assise, a causa delle intemperanze verificatesi oggi, ha disposto che dalle prossime udienze l’imputato, sarà presente in videoconferenza.


